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Sarcofago
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Il mwdwsarcofago è un contenitore, solitamente di mwearoccia o legno, destinato a custodire una mweqbara o il mwegcorpo di un mwewdefunto.

Contents

Note

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Etimologia

Il termine è composto dalle parole mwfwgreche σάρξ mwgasarx, «carne», e φαγεῖν mwgqphaghein, «mangiare» o «consumare» con il significato quindi di mwggmangiatore di carne.
Il termine in greco era propriamente un mwhaaggettivo utilizzato nell'espressione λίθος σαρκοφάγος mwhqlithos sarcophágos, ossia «pietra che mangia la carne»:cite-ref-1[1] gli antichi Greci, secondo una credenza sostenuta anche da mwigErodoto, credevano, erroneamente, che i sarcofagi fossero fatti di un particolare tipo di pietra mwiwcalcarea che consumava la mwjacarne del corpo in essa contenuti.cite-ref-2[2]

Origine e caratteristiche

L'uso del sarcofago è strettamente connesso con il mwkwrito funebre dell'mwlainumazione ed era diffuso in varie parti del mondo. I sarcofaghi sono di solito dei cassoni rettangolari, scolpiti, intarsiati o dipinti. Alcuni erano costruiti come parte di una mwlqtomba elaborata, altri per essere sepolti o messi in mwlgcripte.

I cinesi della mwmadinastia Han conservavano i corpi dei nobili in tombe sotterranee, entro sarcofaghi lignei, ricoperti di stoffe preziose e unguenti; un esempio famoso è il sarcofago della Marchesa Dai, scoperto nel 1971, il cui corpo è rimasto quasi perfettamente conservato.

I mwmgMaya conservavano i loro re in sarcofaghi all'interno dei templi, un esempio famoso è il sepolcro del re mwmwPakal, scoperto intatto con indosso i gioielli e la maschera di mwnagiada.

Nell'mwngAntico Egitto, il defunto di stirpe reale o nobile era conservato in una piramide o in un'apposita tomba sotterranea, in un sacrario ligneo di protezione, con all'interno il sarcofago antropomorfo, A seconda dell'importanza, i sarcofaghi potevano essere di materiali preziosi o solo di legno dipinto. Nel caso dei faraoni e dei principi reali erano usati più sarcofaghi d'oro o d'argento, uno dentro l'altro.

A Creta è famoso è il sarcofago mwoaminoico di mwoqHaghia Triada, stuccato e dipinto con scene di mwogprocessione e sacrificio funebre.

Invece i sarcofaghi non erano molto usati in mwpaGrecia (dove si praticava la mwpqcremazione), ma piuttosto nelle zone di influenza mwpgegizia e mwpwfenicia. Da mwqaClazomene (mwqqAsia Minore) provengono invece sarcofagi di mwqgVI secolo a.C. mwqwfittili, di forma mwratrapezoidale e decorati con motivi tipici della mwrqceramica mwrgionica e mwrwattica mwsaa figure nere. Esempi ce ne sono anche per i mwsqsecoli successivi e presentano forme e decorazioni di diverso genere. Di età mwsgellenistica è il celebre mwswsarcofago di Alessandro, attualmente custodito nel Museo archeologico di mwtaIstanbul.

I sarcofaghi mwtgetruschi sono per lo più del tipo a mwtwkliné: il cassone rappresenta il mwuadivano utilizzato per i banchetti, mentre il coperchio reca l'immagine del defunto. Sarcofaghi più elaborati raffigurano la coppia di sposi, con la moglie seduta e il marito disteso a banchetto. Nel rito funebre etrusco e più tardi in quello romano, tuttavia non erano previste imbalsamazioni di corpi; il sarcofago era più che altro un contenitore di prestigio, dove veniva riposta l'urna con le ceneri del defunto.

In effetti nel mwugmondo romano gli esempi di sarcofago sono scarsi fino al mwuwI secolo d.C.cite-ref-3[3], quando, per imitazione del costume ellenistico (Alessandro Magno era stato imbalsamato e riposto in un sarcofago) e più tardi per effetto dell'arrivo di mwwareligioni orientali come quella egizia e quella mwwqcristiana, si andò diffondendo l'inumazione. Dopo un periodo in cui la forma tipica fu quella a cassone rettangolare, dopo il mwwgII secolo si andarono diffondendo quelli a tinozza, con tre lati decorati (raramente tutti e mwwwquattro) con festoni vegetali e floreali o scene mwxamitologiche che alludono ai mwxqculti misterici o alla mwxgmorte. I modelli del mwxwsarcofago romano sono quasi tutti greci, con episodi mitologici, legati a episodi salvifici o di metamorfosi, come i miti di mwyaDioniso, di mwyqErcole o di mwygPersefone. Non mancano esempi di sarcofaghi più semplici, con forme decorative floreali o linee decorative astratte e il ritratto del defunto o della defunta, raffigurato come filosofo, guerriero o matrona a mezzo busto in un clipeo. La lavorazione preliminare era eseguita in serie e si lasciava incompiuto il volto del defunto, che veniva eseguito da uno scalpellino locale una volta comprato il sarcofago.

Nel caso degli imperatori romani veniva anche usato come materiale di prestigio il durissimo mwzaporfido egiziano, il cui colore ricorda la mwzqporpora. Ne sono esempi il cd.mwzgsarcofago di Elena e quello di Costantina, ora ai mwzwMusei Vaticani e i sarcofaghi bizantini ad mwaaIstambul. Nel mwaqIII secolo i soggetti cambiano ancora: vanno scomparendo le scene mitologiche a favore di quelle familiari, episodi di battaglia o caccia e mwagfilosofiche. Fanno intanto la loro comparsa anche sarcofaghi con la fronte ripartita in mwawnicchie da diversi elementi mwbaarchitettonici e anche elementi ritrattistici ed espressionistici. Con l'andare del mwbqtempo, ai temi iconografici pagani andarono sostituendosi quelli simbolici e canonici del mwbgsarcofago paleocristiano, senza però che vi fossero, almeno all'inizio, variazioni stilistiche.

Nel Medioevo e nel Rinascimento i sarcofaghi continuano ad essere utilizzati per le sepolture di persone importanti, di prelati e di santi. Frequente è l'uso di raffigurare sul coperchio in bassorilievo o a tutto tondo il defunto disteso, dormiente o in atteggiamento di preghiera.

L'uso del sarcofago marmoreo o bronzeo per il defunto importante continua ad essere frequente nel Settecento, nell'Ottocento e nella prima metà del Novecento. Di solito viene collocato in un apposito mausoleo o cappella funeraria.

Nella seconda metà del Novecento, con il declinare dell'arte figurativa classica e l'imporsi di gusti più sobri ed essenziali per i monumenti funebri, i sarcofaghi sono meno usati o diventano molto semplici nelle linee.

Riutilizzo dei sarcofaghi con altre funzioni

Nel Medioevo era frequente il riuso dei sarcofaghi pagani, che venivano semplicemente riassegnati a defunti importanti, come santi, papi e imperatori, o anche scalpellati e modificati, per divenire reliquiari, fonti battesimali o altari. In epoca rinascimentale i sarcofaghi antichi erano utilizzati come elementi d'arredo dei palazzi e dei giardini; spesso venivano bucati nel fondo, per divenire fontane monumentali.

Per questi oggetti, il plurale sarcofagi è molto meno usato di quello sarcofaghi. Sarcofagi sono invece senz'altro i mangiatori di cadaveri e i tombaroli.

Note

cite-note-11. mwewEtimologia di «sarcofago», mwfaetimo.it
cite-note-22. mwga«Roman and Early Christian Burial Practices» mwgqArchiviatomwgg il 18 dicembre 2012 in mwgwInternet Archivemwha., su mwhgMedia Center for Art History mwhwArchiviatomwia il 23 giugno 2012 in mwiqInternet Archivemwig., mwjaColumbia University
cite-note-33. Uno dei pochi esempi di mwkaetà repubblicana è quello dei sarcofaghi della mwkqtomba degli Scipioni.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikiquote contiene citazioni di o su sarcofago
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «sarcofago»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su sarcofago

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itsarcofago, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itsarcòfago, su sapere.it, De Agostini.
• citerefenciclopedia-dell-arte-medievaleR. Farioli Campanati e N. Bock, SARCOFAGO, in Enciclopedia dell'Arte Medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1999.
• citerefbritannica-com(EN) sarcophagus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.